Ottobre 2021: il punto sulla pandemia da coronavirus in Italia

Dall’inizio della pandemia in Italia ci sono stati 132 mila morti da coronavirus.

Le regioni più colpite sono state la Lombardia, con 34.144 vittime, l’Emilia Romagna (13.554), il Veneto (11815) e il Lazio (8755).

Le prime dieci regioni italiane per numero di contagiati dal virus pandemico sono nell’ordine: Lombardia, Veneto, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte, Sicilia, Toscana, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Marche.

In totale su 4.743.720 contagiati i dimessi/guariti ad oggi sono stati 4.537.210.

Attualmente l’Italia è uno dei paesi al mondo con più vaccinati nella sua popolazione.

Se cerchiamo di fare ordine fra le varie regioni circa il tasso di letalità dovuta al Covid (cioè la percentuale di deceduti rispetto al totale dei contagiati) avremo un quadro più chiaro della situazione.

TASSO DI LETALITA’ PER REGIONE

LIGURIA 3,9%

VALLE D’AOSTA 3,9%

LOMBARDIA 3,8%

MOLISE 3,4%

FRIULI VENEZIA GIULIA 3,3%

EMILIA ROMAGNA 3,2%

ABRUZZO 3,1%

PIEMONTE 3,1%

TRENTO 2,8%

ITALIA 2,8%

TOSCANA 2,5%

PUGLIA 2,5%

VENETO 2,5%

SICILIA 2,3%

UMBRIA 2,3%

LAZIO 2,2%

SARDEGNA 2,2%

BASILICATA 2,0%

CAMPANIA 1,7%

CALABRIA 1,7%

BOLZANO 1,5%

Dati Ministero della Salute

 

Questo triste elenco non rileva grandi scostamenti tra le percentuali delle varie regioni, evidenziando un livello di servizio sanitario abbastanza uniforme sul territorio nazionale.

Le regioni del Sud addirittura evidenziano risultati di mortalità inferiori rispetto a quelle del Nord, nonostante le difficoltà storicamente strutturali del sistema sanitario a tutti note.

Interessante a questo punto è conoscere il tasso di vaccinati per regione.

L’Italia ha completamente vaccinato la maggior parte della popolazione over 12 (oltre l’80%)

A livello locale, secondo i dati LAB24, le regioni più virtuose sono la Toscana (94,2%), il Molise (93,9%), l’Emilia Romagna (92,7%), la Valle d’Aosta (91,3%), Po Trento (91,4%), il Piemonte (90,6%), l’Umbria (90,3%), la Lombardia (90,2%), ecc.

In generale si può dire che il nostro Paese ha reagito, specialmente negli ultimi mesi, con tempestività circa la campagna vaccinale e i risultati positivi sono sotto gli occhi di tutti.

A cominciare dalla mortalità che è notevolmente più bassa rispetto agli altri paesi europei.

La situazione si sta complicando, invece, lì dove si è vaccinato poco e si sono consentite grandi aperture nei comportamenti sociali, come se il virus fosse completamente sparito.

Così non è purtroppo. Sotto osservazione sono paesi come la Gran Bretagna e molti paesi dell’est europeo alle prese con alti tassi di contagi e mortalità.

Abbiamo imparato in questi ultimi mesi che i vaccini possono avere effetti collaterali anche gravi, pur se rari.

Nessuno lo ha mai nascosto. Tuttavia è innegabile il risultato ottenuto dalla vaccinazione di massa.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare Bergamo con la sua mesta processione di bare; La chioma nera dell’area nord dell’Italia che ci indicava la tragedia che colpiva maggiormente regioni come la Lombardia, il Veneto e il Piemonte.

Non possiamo dimenticare la paura che attanagliava in quei mesi così difficili il mondo intero ma soprattutto noi italiani, lì in prima linea a confrontarci continuamente con l’epicentro del ciclone pandemico che era la Cina.

Solo non dimenticando, solo così possiamo onorare i nostri martiri di tutte le età (dai neonati ai centenari) e continuare a ringraziare gli operatori sanitari che ancora sono lì pronti a salvare vite. Molti di loro sono morti, nei reparti impossibili, nelle intensive da Covid. Solo ringraziando tutti quelli che hanno operato in prima linea, compresi i politici, i giornalisti, gli operai e gli imprenditori, che ci hanno consentito di continuare a vivere e a sostentarci nel periodo più buio come se nulla fosse successo.

Ricordiamo allora anche i cassieri dei supermercati senza vaccini, senza protezione e i camionisti, sempre pronti a servire.

Non possiamo dimenticare. Anche perché la ripresa che è ripartita non può essere solo economica e sanitaria, ma prima di tutto deve essere morale.

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