L’Italia e l’Europa ad un anno dalla pandemia

In Italia sono quasi 100 mila le vittime causate in un solo anno dalla malattia infausta del Covid19.
Il mondo intero è stato investito da una pandemia aggressiva che oltre alle numerosissime vittime ha causato un forte cambiamento nelle abitudini di vita di ognuno di noi.
Psicologicamente le popolazioni hanno sofferto moltissimo e a dimostrarlo c’è il dato dell’ aumento generalizzato di vendite di ansiolitici rispetto al 2019.
La paura e l’incertezza sul futuro sono i sentimenti con cui ci si è dovuti misurare, giorno dopo giorno, mese dopo mese da un anno a questa parte.
Le “chiusure” per evitare la trasmissione del virus, hanno comportato inevitabilmente un forte impatto anche sull’economia dei vari Paesi coinvolti.
In Europa nel quarto trimestre del 2020 si è avuto un calo del 5% del PIL rispetto allo stesso periodo del 2019.
Un forte rimbalzo si è avuto, per fortuna,
nel terzo trimestre (+12,4% nella zona euro e + 16,1% in Italia), dovuto all’effetto di una remissione della trasmissione e dell’aggressività del virus nel periodo estivo.
Nel 2020 nel nostro Paese il Prodotto interno lordo è calato dell’8,9% rispetto al 2019.
I settori che hanno sofferto maggiormente, secondo i dati Istat di marzo 2021, sono il Tessile-abbigliamento (-19,4%), le raffinerie (-30,7%)e l’agricoltura (-3,3%).
Riguardo al turismo, il calo delle presenze nei primi mesi del 2020 registra un segno meno del 50% circa sia in Europa che in Italia.
Rispetto allo stesso periodo del 2019 i turisti stranieri sono calati nel nostro Paese del 68,6%, con effetti molto negativi per quanto riguarda tutto l’indotto, come i servizi, la ristorazione e il calo occupazionale.
Quasi 80 milioni di turisti hanno scelto mete diverse dall’Italia quest’estate e nelle grandi città il calo di visite è stato del 73,2%.
Tuttavia il 2020, da un punto di vista economico ha conosciuto anche aspetti positivi.
A gennaio del 2021 le importazioni sono risultate inferiori (-0,5%) all’esportazioni (+0,4%).
Il fatturato dell’industria a dicembre 2020 è risultato dello 0,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2019;
La domanda interna è aumentata in un anno del 2%, mentre la domanda estera è scesa dell’1%.
La domanda di beni riguarda in particolare l’energia (+10,6%), i beni strumentali (+1,5%) e i beni di consumo (+0,6%).
Il tasso d’inflazione è dello 0,6%.
Nel 2020 la domanda di mezzi di trasporto è stata rilevante (+38,9%);
l’industria metallurgica ha aumentato le vendite del 7,1%.
Anche il saldo commerciale del Paese, a dicembre 2020, è risultato positivo: 7,9 miliardi rispetto ai 6,8 miliardi dell’anno precedente.
In definitiva, come abbiamo evidenziato, da un punto di vista economico, aspetti positivi importanti in questo anno “particolare” ci sono stati.
L’oscurità, quindi, ha offerto dei bagliori. Soprattutto da un punto di vista sanitario.
La scoperta da parte di molte case farmaceutiche di farmaci e vaccini efficaci contro il coronavirus ha rappresentato un grande fattore di speranza, per la salvezza di miliardi di persone in tutto il mondo.
Il futuro è ancora da scrivere certo, ma si scorge già una forte luce in fondo al tunnel.

Cristina Palumbo Crocco

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